| MEXICO
2006
7°
Giorno 6 Febbraio - Catemaco : Dopo
la colazione a
base di tacos di carne, nella plaza principale
ad un banchettino di fronte alla chiesa, decidiamo
di prendere la macchina e fare un giro nel
parco nazionale che si estende per una trentina
di kilometri intorno al lago di Catemaco,
prendiamo l'auto e ci dirigiamo verso la costa
delll'Atlantico, attraversiamo dei luoghi
suggestivi ed incontamonati, ma dopo alcuni
kilometri la strada perfettamente asfaltata
diventa poco piu di una mulattiera, prima
dolo sterrata ma liscia ,poi visto le piogge
dei mesi precedenti le buche aumentano fino
araggiungere dimen sioni
incredibili, non so come ma dopo circa due
ore e mezza, arriviamo al mare, spiagge incontaminate,
turisti zero, ci fermiamo a pranzo in una
capenna sulla spiaggia e assggiamo gamberoni
e pescado con varie salse piccanti e non,
nelle vicinanze una famiglia messicana, una
diecina di persone tutte stipate in un furgoncino
tipo fiat strada, che cominciano a scendere
cibarie di ogni genere , da pollo cotto ,
tortillas, e un gran numero di cervezas e
refrescos, i bimbi che fanno un casino incredibile,
e i grandi che si siedono nel capanno al fresco,
con il proprietario che tratta per farli consumare
qualcosa, dopo un ora noi torniamo verso Catemaco
, ma loro anche se incalzati non hanno ancora
consumato nulla, a parte il tavolo e le sedie,
mi sembra di essere tornato ai nostri anni
sessanta qundo mio zio con la sua giardinetta
raccattava tutti i ragazzi del vicinato e
li portava al mare ed ogni famiglia, preparava
qulche cosa da mangiare per dei picnic interminabili.
Torniamo
per un'altra strada , piena di buche ma almeno
parzialmente asfaltata, lungo la strada tantissimi
camion carichi di canna da zucchero, e villaggetti
di contadini, campi di frutta e colori incredibili.
Rientriamo
a Catemaco e nel tardo pomeriggio troviamo
una lancia collettivo per la vuelta del Lago,
non male, interessanti i fiori di loto e l'isola
delle scimmie, un'isola dove vive una colonia
do scimpanze, messi li dall'università
do Veracruz, dove hanno trovato un ambiente
ideale e si sono moltiplicati
in alcune centinaia, è vietato dar
loro da mangiare , ma il barcaiolo porta con
se alcune banane e quando le scimmie sentono
labarca arrivano a decine sulla spiaggetta
dell'isola, ed i visitatori le possono fotografare.Al
ritorno dopo una passeggiata per il lungo
lago della cittadina , andiamo a cena poi
torniamo nel "zocalo" per un dolcetto
e assistiamo ad alcuni spettacolini di intrattenimento
di alcuni ragazzi messicani che si guadagnano
qualche spicciolo.
8°
Giorno 7 Febbraio - Da Catemaco a Palenque:
Al mattino il tempo non promette nulla di
bene, ma dopo il pieno al distributore sulla
carettera nacional ci mettiamo in viaggio,
per Palenque, circa 450 km, un po per strada
normale e un po per pseudo autostrada (strada
a doppio senso di marcia ma con pochi topes,
visto che attraversa solo un paio di paesini)
Il viaggio è lungo, e attraversata
VillaHermosa prima di entrare in chapas ci
fermiamo sulla strada ad un Comedor dove troviamo
solo Tamales , ma devo dire che sono veramente
Eccezionali, riesco dopo varie insistenze
e dietro lauta mancia a farmi dare la ricetta,
riprendiamo la strada e nel tardo pomeriggio
arriviamo a Palenque, dove ero gia stato nel
1997, ma la cittadina piu o meno e rimasta
uguale, noto solo nolti piu turisti stranieri
per le strade, d'altronde Palenque è
uno dei piu importanti e famosi siti archeologici
Messicani, con le rovine che sitrovano in
mezzo alla foresta. Il viaggio è stato
duro e trovato , l'hotel ci cambiamo e andiamo
a cena al ristorante " La Selva"
considerato il migliore della città,dove
nel 97 mi ero trovato benissimo, questa volta
prendo filetto de
pescado ripieno e la Marta degli spiedini
di carne, non male ma ho mangiato di meglio
in posti meno curati.
9°
Giorno 8 Febbraio - Palenque: Colazione
e poi via verso le rovine di Palenque, circa
3 km dall'albergo, lungo la strada, come oramai
in molti posti del Chapas , una barriera e
per passare 10 pesos a testa. Arriviamo all'ingresso
del sito archeologico , lascio la macchina
al parcheggio pubblico, e la faccio lavare
da alcuni ragazzi che si arrangiano in questo
modo.
Entriamo pagando 40 pesos a testa e 20 pesos
per la telecamera.
Il
sito è molto bello e vasto, per visitarlo
occorre una mezza giornata se si vuole vedere
anche una parte nascosta nella foresta, purtroppo
la tomba di re Pakal (l'astronauta) è
chiusa per restauro, io l'avevo vista 10 anni
fà e ci
tenevo a tornarvi per fare delle belle foto.
ma pazienza, sara per la prossima volta.
Nel
pomeriggio decidiamo di andare a vedere le
cascate che si trovano entro 50 km dalla città
di Palenque, le prime Agua Clara, poi Misol-Ha
e per ultimo la più famosa Agua Azul,
alle prime due paghiamo
10 pesos a testa mentre ad
Agua Azul visto che è la più
famosa il doppio e 10 per l'auto. Nel 97 avevo
gia visto le ultime due, ma in dieci anni
i messicani si sono organizati ed oggi per
i turisti ci sono molti Comedor e bancarelle
che vendono di tutto, sicuramente hanno perso
un po di fascino questi luoghi ancora bellissimi,
e, per i messicani sono una manna dal cielo
i turisti che arrivano, visto la poverta che
c'era in questi posti, per loro una risorsa
non indifferente. Rientriamo in albergo che
è gia notte, usciamo per la cena ed
una passeggiata in centro.
10°
Giorno 9 Febbraio - Palenque - Toninà
- San Cristobal de las Casas: Come
al solito si parte verso le nove alla volta
di Toninà, un sito archeologico che
si trova a metà strada tra Palenque
e San Cristobal de Las Casa, poco conosciuto,
e
situato in una zona non frequentata da turisti,
ai margini della foresta Locandona, negli
ultimi anni è stata costruita una strada
che attraversa la foresta da Ocosingo
fino al Guatemala, strada molto utile per
gli indios della foresta che hanno uno sbocco
nella cittadina di Ocosingo, che da vita ad
un grandissimo mercato, raccogliendo tutte
le popolazioni dei dintorni.
Al
sito archeologico di Toninà,
conosciamo Mario, un signore che per raggranellare
un po di soldi, accompagna i pochi visitatori
a scoprire l'imponente piramide che sovrasta
le colline della zona, dove troviamo degli
splendidi bassorilievi, perfettamente conservati
e inoltre dalla punta della piramide si puo
godere di uno splendido panorama. Finita la
visita invitiamo Mario a mangiare in un vicino
ristorante, tra una chiacchiera, una birra
e un taco passiamo un paio d'ore in allegria,
dopodiche accompagnamo Mario a casa nella
vicina cittadina di Ocosingo e proseguiamo
per San Cristobal dove arriviamo a sera, in
tempo per trovare un buon albergo e cenare
in un ristorantino del centro.
Informazioni
in lingua spagnola sul sito archeologico di
Toninà
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